Un piccolo piacere che ho (ri)scoperto da quando ho smesso
di andare al supermercato, è quello di frequentare le piccole botteghe del mio
paese. Paese in cui abito da 7 anni, ma nelle quali non avevo mai messo piede.
Perché? Boh!
Probabilmente per il solito discorso della “comodità”:
meglio fare la spesa in un unico posto grande piuttosto che entrare in più
negozietti situati tutti a pochi metri di distanza!
E poi sicuramente anche per una questione di risparmio:
chissà che prezzi alti avrei trovato in quei negozi! A parte la stupidità dell’averli
marchiati come “costosi” senza aver mai dato un’occhiata ai loro prezzi , ora
posso affermare di aver notato sì dei prezzi leggermente superiori a quelli del
supermercato (nonostante esistano comunque delle differenze da negozio a
negozio), ma nulla che non venga compensato dalla qualità e bontà del prodotto
e dal piacere del contatto diretto con il negoziante.
Vi ricordate cosa significa entrare in un negozio, scambiare
due chiacchiere con il negoziante, chiedergli informazioni, consigli, ricevere
in regalo un grissino per la bimba, assaggiare due tipi di prosciutto prima di
decidere quale acquistare, essere salutati con un sorriso ed essere
riconosciuti alla visita successiva?
Beh, secondo me tutto questo vale quell’euro e cinquanta in
più che la spesa viene a costare. E ve lo dice una che (purtroppo) si trova a
dover monitorare al centesimo ciò che spende.
E poi in queste botteghe si vedono cose meravigliose, tipo i
mega-vasoni di vetro contenenti zucchero a velo…zucchero a velo che viene
venduto all’etto…wow!
Vogliamo poi parlare delle caramelle dentro ai vasi di
vetro? Un vero spettacolo per gli occhi!
La scelta di non andare al supermercato sta rivelando dei
risvolti sempre più piacevoli…

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